E’ Papa Francesco il profeta vestito di sacco che precede la seconda venuta di Gesù Cristo?

Papa-Francesco-il-lavoro-e-la-giustizia-sociale_h_partbIL TITOLO DELL’ARTICOLO E’ POSTO COME DOMANDA, IL CHE SIGNIFICA CHE NON HO CERTEZZE SU QUESTO ARGOMENTO, MA MI SENTO DI ESPORRE UNA POSSIBILE INTERPRETAZIONE DELLE PAROLE DELLA PROFEZIA. CHIARAMENTE POTREI SBAGLIARMI, LE PAROLE DEL LIBRO DELL’APOCALISSE SONO MOLTO SPESSO OSCURE E IN OGNI CASO POTRANNO ESSERE COMPRESE UNICAMENTE DA CHI VIVRA’ GLI ULTIMI TEMPI.

Chiunque abbia fatto catechismo sa perfettamente che lo stesso Gesù identifica Giovanni Battista come il profeta precursore, cioè quell’Elia che era stato promesso nel giorno grande del signore. Su questo non possiamo avere dubbi essendo parola del nostro signore Gesù Cristo, ma nello stesso tempo nel libro dell’apocalisse leggeremo che i testimoni posti dinanzi al signore della terra sono due non uno!! Cominciamo a leggere le profezie originarie:

Profezia sull’avvento di Elia nel giorno grande del signore

Tenete a mente la legge del mio servo Mosè, al quale ordinai sull’Oreb precetti e norme per tutto Israele. 23Ecco, io invierò il profeta Elia prima che giunga il giorno grande e terribile del Signore: 24egli convertirà il cuore dei padri verso i figli e il cuore dei figli verso i padri, perché io, venendo, non colpisca la terra con lo sterminio.
Malachia 3, 22-24

Allora sorse Elia profeta, come un fuoco; la sua parola bruciava come fiaccola. 2Egli fece venire su di loro la carestia e con zelo li ridusse a pochi. 3Per la parola del Signore chiuse il cielo e così fece scendere per tre volte il fuoco. 4Come ti rendesti glorioso, Elia, con i tuoi prodigi! E chi può vantarsi di esserti uguale? 5Tu hai fatto sorgere un defunto dalla morte e dagl’inferi, per la parola dell’Altissimo; 6tu hai fatto precipitare re nella perdizione, e uomini gloriosi dal loro letto. 7Tu sul Sinai hai ascoltato parole di rimprovero, sull’Oreb sentenze di condanna. 8Hai unto re per la vendetta e profeti come tuoi successori. 9Tu sei stato assunto in un turbine di fuoco, su un carro di cavalli di fuoco; 10tu sei stato designato a rimproverare i tempi futuri, per placare l’ira prima che divampi, per ricondurre il cuore del padre verso il figlio e ristabilire le tribù di Giacobbe. 11Beati coloro che ti hanno visto e si sono addormentati nell’amore, perché è certo che anche noi vivremo.

Siracide 48, 1-11

Identificazione di Elia in Giovanni Battista

Allora i discepoli gli domandarono: «Perché dunque gli scribi dicono che prima deve venire Elia?». 11Ed egli rispose: «Sì, verrà Elia e ristabilirà ogni cosa. 12Ma io vi dico: Elia è già venuto e non l’hanno riconosciuto; anzi, hanno fatto di lui quello che hanno voluto. Così anche il Figlio dell’uomo dovrà soffrire per opera loro». 13Allora i discepoli compresero che egli parlava loro di Giovanni il Battista.

Matteo 17, 11-13

La profezia dei due testimoni dell’apocalisse

Il discorso sembrerebbe chiuso se non fosse per la profezia dell’apocalisse che a sua volta riprende un passo del profeta Zaccaria:

Poi mi fu data una canna simile a una verga e mi fu detto: «Àlzati e misura il tempio di Dio e l’altare e il numero di quelli che in esso stanno adorando. 2Ma l’atrio, che è fuori dal tempio, lascialo da parte e non lo misurare, perché è stato dato in balìa dei pagani, i quali calpesteranno la città santa per quarantadue mesi. 3Ma farò in modo che i miei due testimoni, vestiti di sacco, compiano la loro missione di profeti per milleduecentosessanta giorni». 4Questi sono i due olivi e i due candelabri che stanno davanti al Signore della terra. 5Se qualcuno pensasse di fare loro del male, uscirà dalla loro bocca un fuoco che divorerà i loro nemici. Così deve perire chiunque pensi di fare loro del male. 6Essi hanno il potere di chiudere il cielo, perché non cada pioggia nei giorni del loro ministero profetico. Essi hanno anche potere di cambiare l’acqua in sangue e di colpire la terra con ogni sorta di flagelli, tutte le volte che lo vorranno. 7E quando avranno compiuto la loro testimonianza, la bestia che sale dall’abisso farà guerra contro di loro, li vincerà e li ucciderà. 8I loro cadaveri rimarranno esposti sulla piazza della grande città, che simbolicamente si chiama Sòdoma ed Egitto, dove anche il loro Signore fu crocifisso. 9Uomini di ogni popolo, tribù, lingua e nazione vedono i loro cadaveri per tre giorni e mezzo e non permettono che i loro cadaveri vengano deposti in un sepolcro. 10Gli abitanti della terra fanno festa su di loro, si rallegrano e si scambiano doni, perché questi due profeti erano il tormento degli abitanti della terra. 11Ma dopo tre giorni e mezzo un soffio di vita che veniva da Dio entrò in essi e si alzarono in piedi, con grande terrore di quelli che stavano a guardarli. 12Allora udirono un grido possente dal cielo che diceva loro: «Salite quassù» e salirono al cielo in una nube, mentre i loro nemici li guardavano. 13In quello stesso momento ci fu un grande terremoto, che fece crollare un decimo della città: perirono in quel terremoto settemila persone; i superstiti, presi da terrore, davano gloria al Dio del cielo. 14Il secondo «guai» è passato; ed ecco, viene subito il terzo «guai»
Apocalisse 11, 3-14

L’angelo che mi parlava venne a destarmi, come si desta uno dal sonno, 2e mi disse: «Che cosa vedi?». Risposi: «Vedo un candelabro tutto d’oro; in cima ha una coppa con sette lucerne e sette beccucci per ognuna delle lucerne. 3Due olivi gli stanno vicino, uno a destra della coppa e uno a sinistra».  4Allora domandai all’angelo che mi parlava: «Che cosa significano, mio signore, queste cose?». 5Egli mi rispose: «Non comprendi dunque il loro significato?». E io: «No, mio signore». 6Egli mi rispose: «Questa è la parola del Signore a Zorobabele: «Non con la potenza né con la forza, ma con il mio spirito», dice il Signore degli eserciti! 7Chi sei tu, o grande monte? Davanti a Zorobabele diventa pianura! Egli estrarrà la pietra di vertice, mentre si acclamerà: «Quanto è bella!». 8Mi fu rivolta questa parola del Signore: 9Le mani di Zorobabele hanno fondato questa casa: le sue mani la compiranno e voi saprete che il Signore degli eserciti mi ha inviato a voi. 10Chi oserà disprezzare il giorno di così modesti inizi? Si gioirà vedendo il filo a piombo in mano a Zorobabele. Le sette lucerne rappresentano gli occhi del Signore che scrutano tutta la terra».  11Quindi gli domandai: «Che cosa significano quei due olivi a destra e a sinistra del candelabro?». E aggiunsi: 12«Quei due rami d’olivo che sono a fianco dei due canaletti d’oro, che vi stillano oro dentro?». 13Mi rispose: «Non comprendi dunque il significato di queste cose?». E io: «No, mio signore». 14«Questi – soggiunse – sono i due consacrati con olio che assistono il dominatore di tutta la terra».

Zaccaria 4, 1-14

Normalmente i due testimoni dell’apocalisse sono interpretati come Enoc ed Elia, unici due profeti che non morirono ma furono assunti in cielo e generalmente vengo visti come figure metaforiche. A mio avviso questa è un interpretazione parzialmente sbagliata.
Questo brano è stato scritto con l’intento chiaro di darci un segno tangibile che possa essere riconosciuto dalla persone che vivranno gli eventi descritti nell’apocalisse.
Come si legge nella profezia apocalittica i profeti vestiti di sacco sono due non uno, come sono due le venute di Gesù Cristo, una 2000 anni fa per il perdono di tutti i peccati e una alla fine del mondo per il giudizio.
Effettivamente la descrizione dei due profeti ricorda Elia ma nello steso tempo anche Mosè, infatti Elia aveva portato la siccità in Israele e aveva fatto discendere il fuoco da cielo per tre volte (come abbia letto nel Siracide). Cambiare l’acqua in sangue e percuotere la terra con numerosi flagelli invece è stata opera di Mosè quando ha portato gli israeliti al di fuori dell’Egitto. Elia e Mosè però non sono due figure identiche, Elia era un vero e proprio profeta, una figura religiosa, Mosè era una sorta di “Re” o meglio un capo-popolo unto da Dio.
Il brano dell’apocalisse fa riferimento al profeta Zaccaria che abbiamo letto precedentemente. In quel brano Zaccaria si riferisce probabilmente a due figure, il governatore di Giuda e capo della famiglia di Davide, Zorobabele , l’altro è invece il sommo sacerdote Giosuè. Anche qui abbiamo due unti del signore, uno con caratteristiche più religiose e l’altro più politiche (due figure molto simili a Elia e Mosè).
La mia interpretazione è che nella profezia apocalittica si parli del profeta Elia e di Mosè, o meglio del loro spirito che discende nei due testimoni. Il primo testimone che precede la prima venuta di Gesù Cristo è Giovanni Battista come lo stesso Gesù ci ha detto, il seconda verrà alla fine del mondo prima della seconda venuta di Gesù.
I sommi sacerdoti dell’epoca pensavano che Elia sarebbe arrivato su un carro di fuoco in modo grandioso, invece era un “poveretto” che si copriva solo di pelliccia di cammello e si nutriva di locuste e miele selvatico!!! Quindi quando cerchiamo di identificare il secondo testimone che arriverà negli ultimi tempi non dobbiamo pensare che arriverà Elia in carne ed ossa, ma arriverà un uomo che incarnerà il suo spirito. Lo stesso Giovanni Battista incarnava lo spirito di Elia ma non era Elia in carne ed ossa!!
Proviamo a vedere le caratteristiche di questi due testimoni , sapendo già l’identità del primo testimone possiamo avere degli indizi di come sarà il secondo:

  1.  Verrà prima della fine mondo per convertire il cuore dei padri verso i figli e il cuore dei figli verso i padri.
  2. Predicherà per 1260 giorni (tre anni e mezzo). Questa cifra può essere interpretata alla lettera o in modo più metaforico. Generalmente nella bibbia questo numero indica una breve durata. Lo stesso Giovanni Battista prima di essere ucciso ha predicato per breve periodo (alcuni storici parlano di 3-4 anni ma non c’è concordanza su questo). Quaranta due mesi (sempre 3 anni e mezzo), è anche la metà di sette (numero sacro di Dio) che quindi potrebbe indicare mezza eternità, il tempo tra la prima e la seconda venuta di Gesù. L’apocalisse gioca con i numeri ed è sempre difficili interpretarli.
  3. Sarà vestito di sacco, questo è un simbolo che indica penitenza e anche povertà . Lo stesso Giovanni Battista non vestiva con grandi vesti ma solo di una pelliccia di peli di cammello e predicava nel deserto un battesimo di penitenza e di perdono dei peccati.
  4. Sarà sempre un unto del signore ma rispetto a Giovanni Battista, che era un profeta e proveniva da una famiglia appartenente ad una classe sacerdotale, avrà delle caratteristiche più “politiche” come Zorobabele e Mosè.
  5. Dovrà essere ucciso dalla Bestia ma solo al termine della sua predicazione come è successo per Giovanni Battista. Giovanni su ucciso da Erode Antipa, a causa di un capriccio di una donna.
  6. Resusciterà dai morti e verrà assunto al cielo. Su Giovanni Battista a tal proposito, papa Giovanni XXIII, nel maggio del 1960, in occasione dell’omelia per la canonizzazione di Gregorio Barbarigo, ha mostrato la sua prudente adesione a questa “pia credenza” secondo la quale il Battista, come anche san Giuseppe, sarebbe risorto in corpo ed anima e salito con Gesù in Cielo all’Ascensione. Il riferimento biblico sarebbe in Matteo 27, 52-53 «… i sepolcri si aprirono e molti corpi di santi morti risuscitarono. E, uscendo dai sepolcri, dopo la sua risurrezione, entrarono nella Città santa e apparvero a molti.» (Vittorio Messori, Ipotesi su Maria, Milano, Edizioni Ares, 2005, pp. 382-38).
  7. IL battista è stato identificato come Elia da Gesù, ma non identifica mai se stesso come tale, probabilmente per umiltà. Ma identifica se stesso come “colui che grida nel deserto”,infatti nel vangelo di Giovanni c’è scritto:

E questa è la testimonianza di Giovanni, quando i Giudei gli inviarono da Gerusalemme sacerdoti e leviti a interrogarlo: «Chi sei tu?». Egli confessò e non negò, e confessò: «Io non sono il Cristo». Allora gli chiesero: «Che cosa dunque? Sei Elia?». Rispose: «Non lo sono». «Sei tu il profeta?». Rispose: «No». Gli dissero dunque: «Chi sei? Perché possiamo dare una risposta a coloro che ci hanno mandato. Che cosa dici di te stesso?». Rispose: «Io sono voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, come disse il profeta Isaia».

Vangelo secondo Giovanni, 1, 19-23

Perché identifico Papa Francesco come il secondo profeta vestito di sacco nell’apocalisse? Vediamo le motivazioni:

  1. Convertirà il cuore dei padri verso i figli e il cuore dei figli verso i padri. Papa Francesco ha parlato centinaia di volte degli esclusi, i giovani che non hanno lavoro e quindi sono esclusi dalla società e degli anziani che sono abbandonati nella case di risposo perché non più produttivi. E’ veramente un discorso ricorrente in Papa Francesco, in internet potete ritrovare moltissimi video a riguardo:
  2. Sarà vestito di sacco e predicherà penitenza e perdono dei peccati. I discorsi di Papa Francesco sulla povertà e la povertà nella chiesa ormai non si contano più, lo stesso Papa Francesco sin dall’inizio ha deciso di avere un stilo austero, rinunciando all’appartamento papale, alla macchina di lusso, e tenendo il suo crocefisso di ferro al posto di quello d’oro (oltre a molti altri segni). L’ultima (di tante) omelie sull’argomento:
  3. Giovanni battista ha predicato un battesimo per il perdono dei peccati, Papa Francesco ha indetto il giubileo della misericordia, dove ogni peccato, anche il più grave, può essere perdonato!! Leggi La Misericordia divina e il giubileo della Misericordia, un segno degli ultimi tempi
  4. Come ho scritto prima, il secondo testimone avrà caratteristiche più politiche assomigliando in parte alla figure di Mosè e Zorobabele (Giovanni Battista invece assomigliava più ad Elia e al sommo sacerdote Giosuè). Infatti Papa Francesco oltre ad essere il capo della chiesa è anche a tutti gli effetti il monarca dello stato del vaticano (una sorta di re).
  5. «Io sono voce di uno che grida nel deserto: preparate la via del Signore, come disse il profeta Isaia»., Questa frase valida per Giovanni Battista a mio avviso è valida anche per Papa Francesco. Il Papa è sempre molto applaudito ma quante volte è veramente ascoltato?? Soprattutto quando parla di povertà e di corruzione!!! Ricorda molto la figura del Battista che attirava nel deserto moltissime persone, ricchi e poveri, ma quelli che lo ascoltavo erano veramente pochi.

Alle folle che andavano a farsi battezzare da lui, Giovanni diceva: «Razza di vipere, chi vi ha fatto credere di poter sfuggire all’ira imminente? 8Fate dunque frutti degni della conversione e non cominciate a dire fra voi: «Abbiamo Abramo per padre!». Perché io vi dico che da queste pietre Dio può suscitare figli ad Abramo. 9Anzi, già la scure è posta alla radice degli alberi; perciò ogni albero che non dà buon frutto viene tagliato e gettato nel fuoco».10Le folle lo interrogavano: «Che cosa dobbiamo fare?». 11Rispondeva loro: «Chi ha due tuniche ne dia a chi non ne ha, e chi ha da mangiare faccia altrettanto». 12Vennero anche dei pubblicani a farsi battezzare e gli chiesero: «Maestro, che cosa dobbiamo fare?». 13Ed egli disse loro: «Non esigete nulla di più di quanto vi è stato fissato». 14Lo interrogavano anche alcuni soldati: «E noi, che cosa dobbiamo fare?». Rispose loro: «Non maltrattate e non estorcete niente a nessuno; accontentatevi delle vostre paghe».

Luca, 3, 7-14

 

Purtroppo se questa interpretazione è giusta e Papa Francesco è veramente il secondo testimone vestito di sacco, allora verrà ucciso dalla Bestia. Però non preoccupatevi perché questo avverrà solo al termine della sua predicazione, fino ad allora nessuno potrà torcergli un solo capello (come sta scritto nel brano dell’apocalisse). La bestia che ucciderà l’ultimo testimone probabilmente sarà l’anticristo o un suo emissario, leggete questo brano dove parlo di questo argomento, https://profeziedegliultimigiorni.wordpress.com/2015/06/13/la-restaurazione-del-regno-di-israele-e-la-battaglia-finale-dellanticristo/

Omelia di Papa Francesco sul tramonto e la fine della bellezza terrena

A seguito i brani della bibbia che Papa francesco ha commentato nell’omelia precedente:

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Come avvenne nei giorni di Noè, così sarà nei giorni del Figlio dell’uomo: mangiavano, bevevano, prendevano moglie, prendevano marito, fino al giorno in cui Noè entrò nell’arca e venne il diluvio e li fece morire tutti. Come avvenne anche nei giorni di Lot: mangiavano, bevevano, compravano, vendevano, piantavano, costruivano; ma, nel giorno in cui Lot uscì da Sòdoma, piovve fuoco e zolfo dal cielo e li fece morire tutti. Così accadrà nel giorno in cui il Figlio dell’uomo si manifesterà. In quel giorno, chi si troverà sulla terrazza e avrà lasciato le sue cose in casa, non scenda a prenderle; così, chi si troverà nel campo, non torni indietro. Ricordatevi della moglie di Lot. Chi cercherà di salvare la propria vita, la perderà; ma chi la perderà, la manterrà viva. Io vi dico: in quella notte, due si troveranno nello stesso letto: l’uno verrà portato via e l’altro lasciato; due donne staranno a macinare nello stesso luogo: l’una verrà portata via e l’altra lasciata». Allora gli chiesero: «Dove, Signore?». Ed egli disse loro: «Dove sarà il cadavere, lì si raduneranno insieme anche gli avvoltoi».

Luca 17, 26-37

1 Davvero vani per natura tutti gli uomini che vivevano nell’ignoranza di Dio, e dai beni visibili non furono capaci di riconoscere colui che è, né, esaminandone le opere, riconobbero l’artefice. 2Ma o il fuoco o il vento o l’aria veloce, la volta stellata o l’acqua impetuosa o le luci del cielo essi considerarono come dèi, reggitori del mondo. 3Se, affascinati dalla loro bellezza, li hanno presi per dèi, pensino quanto è superiore il loro sovrano, perché li ha creati colui che è principio e autore della bellezza. 4Se sono colpiti da stupore per la loro potenza ed energia, pensino da ciò quanto è più potente colui che li ha formati. 5Difatti dalla grandezza e bellezza delle creature per analogia si contempla il loro autore. 6Tuttavia per costoro leggero è il rimprovero, perché essi facilmente s’ingannano cercando Dio e volendolo trovare. 7Vivendo in mezzo alle sue opere, ricercano con cura e si lasciano prendere dall’apparenza perché le cose viste sono belle. 8Neppure costoro però sono scusabili,9 perché, se sono riusciti a conoscere tanto da poter esplorare il mondo, come mai non ne hanno trovato più facilmente il sovrano?

Sapienza 13, 1-9

 

Non nel terremoto, non nel fuoco, non nella tempesta ma in un sussurro di brezza leggera.

Voglio concludere questo articolo con uno dei brani più belli di tutta la bibbia che appartiene proprio alla vita di Elia.

9Là entrò in una caverna per passarvi la notte, quand’ecco gli fu rivolta la parola del Signore in questi termini: «Che cosa fai qui, Elia?». 10Egli rispose: «Sono pieno di zelo per il Signore, Dio degli eserciti, poiché gli Israeliti hanno abbandonato la tua alleanza, hanno demolito i tuoi altari, hanno ucciso di spada i tuoi profeti. Sono rimasto solo ed essi cercano di togliermi la vita». 11Gli disse: «Esci e férmati sul monte alla presenza del Signore». Ed ecco che il Signore passò. Ci fu un vento impetuoso e gagliardo da spaccare i monti e spezzare le rocce davanti al Signore, ma il Signore non era nel vento. Dopo il vento, un terremoto, ma il Signore non era nel terremoto. 12Dopo il terremoto, un fuoco, ma il Signore non era nel fuoco. Dopo il fuoco, il sussurro di una brezza leggera. 13Come l’udì, Elia si coprì il volto con il mantello, uscì e si fermò all’ingresso della caverna.
Ed ecco, venne a lui una voce che gli diceva: «Che cosa fai qui, Elia?». 14Egli rispose: «Sono pieno di zelo per il Signore, Dio degli eserciti, poiché gli Israeliti hanno abbandonato la tua alleanza, hanno demolito i tuoi altari, hanno ucciso di spada i tuoi profeti. Sono rimasto solo ed essi cercano di togliermi la vita».
15Il Signore gli disse: «Su, ritorna sui tuoi passi verso il deserto di Damasco; giunto là, ungerai Cazaèl come re su Aram. 16Poi ungerai Ieu, figlio di Nimsì, come re su Israele e ungerai Eliseo, figlio di Safat, di Abel-Mecolà, come profeta al tuo posto. 17Se uno scamperà alla spada di Cazaèl, lo farà morire Ieu; se uno scamperà alla spada di Ieu, lo farà morire Eliseo. 18Io, poi, riserverò per me in Israele settemila persone, tutti i ginocchi che non si sono piegati a Baal e tutte le bocche che non l’hanno baciato».

Primo libro dei Re, 19, 9-18

A seguito un video di Papa Francesco che commenta questo brano.

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