Le quattro Bestie di Daniele e la grande Babilonia

Babilonia la grandeIn questo articolo tratterò due profezie ESTREMAMENTE CRIPITCHE, le quattro bestie descritte nel libro di Daniele, e la grande Babilonia descritta nell’Apocalisse. Il libro di Daniele non può essere pienamente compreso senza leggere il libro dell’apocalisse, in un certo senso il libro dell’apocalisse è la spiegazione e il completamento del libro di Daniele. In questo articolo quindi ci saranno continui riferimenti a questi due libri ( a volte ripeterò diverse volte lo stesso brano biblico perché la profezia è abbastanza complicata). Inoltre invito a LEGGERE CON ATTENZIONE PER INTERO tutti i brani che vi propongo, dato che la spiegazione della profezia non è semplice. Inoltre tengo sottolineare che questa interpretazione è ASSOLUTAMENTE PEROSNALE e probabilmente suscettibile a diverse imprecisioni.

Le quattro bestie e la statua di Nabucodònosor

1 Nel primo anno di Baldassàr re di Babilonia, Daniele, mentre era a letto, ebbe un sogno e visioni nella sua mente. Egli scrisse il sogno e ne fece la relazione che dice: 2 Io, Daniele, guardavo nella mia visione notturna ed ecco, i quattro venti del cielo si abbattevano impetuosamente sul Mar Mediterraneo 3 e quattro grandi bestie, differenti l’una dall’altra, salivano dal mare. 4 La prima era simile ad un leone e aveva ali di aquila. Mentre io stavo guardando, le furono tolte le ali e fu sollevata da terra e fatta stare su due piedi come un uomo e le fu dato un cuore d’uomo. 5Poi ecco una seconda bestia, simile ad un orso, la quale stava alzata da un lato e aveva tre costole in bocca, fra i denti, e le fu detto: «Su, divora molta carne». 6 Mentre stavo guardando, eccone un’altra simile a un leopardo, la quale aveva quattro ali d’uccello sul dorso; quella bestia aveva quattro teste e le fu dato il dominio. 7 Stavo ancora guardando nelle visioni notturne ed ecco una quarta bestia, spaventosa, terribile, d’una forza eccezionale, con denti di ferro; divorava, stritolava e il rimanente se lo metteva sotto i piedi e lo calpestava: era diversa da tutte le altre bestie precedenti e aveva dieci corna.8Stavo osservando queste corna, quand’ecco spuntare in mezzo a quelle un altro corno più piccolo, davanti al quale tre delle prime corna furono divelte: vidi che quel corno aveva occhi simili a quelli di un uomo e una bocca che parlava con alterigia. […..] 15 Io, Daniele, mi sentii venir meno le forze, tanto le visioni della mia mente mi avevano turbato; 16 mi accostai ad uno dei vicini e gli domandai il vero significato di tutte queste cose ed egli me ne diede questa spiegazione: 17 «Le quattro grandi bestie rappresentano quattro re, che sorgeranno dalla terra; 18 ma i santi dell’Altissimo riceveranno il regno e lo possederanno per secoli e secoli». 19 Volli poi sapere la verità intorno alla quarta bestia, che era diversa da tutte le altre e molto terribile, che aveva denti di ferro e artigli di bronzo e che mangiava e stritolava e il rimanente se lo metteva sotto i piedi e lo calpestava; 20 intorno alle dieci corna che aveva sulla testa e intorno a quell’ultimo corno che era spuntato e davanti al quale erano cadute tre corna e del perché quel corno aveva occhi e una bocca che parlava con alterigia e appariva maggiore delle altre corna. 21 Io intanto stavo guardando e quel corno muoveva guerra ai santi e li vinceva, 22 finché venne il vegliardo e fu resa giustizia ai santi dell’Altissimo e giunse il tempo in cui i santi dovevano possedere il regno. 23 Egli dunque mi disse: «La quarta bestia significa che ci sarà sulla terra un quarto regno diverso da tutti gli altri e divorerà tutta la terra, la stritolerà e la calpesterà. 24Le dieci corna significano che dieci re sorgeranno da quel regno e dopo di loro ne seguirà un altro, diverso dai precedenti: abbatterà tre re 25 e proferirà insulti contro l’Altissimo e distruggerà i santi dell’Altissimo; penserà di mutare i tempi e la legge; i santi gli saranno dati in mano per un tempo, più tempi e la metà di un tempo. 26 Si terrà poi il giudizio e gli sarà tolto il potere, quindi verrà sterminato e distrutto completamente. 27 Allora il regno, il potere e la grandezza di tutti i regni che sono sotto il cielo saranno dati al popolo dei santi dell’Altissimo, il cui regno sarà eterno e tutti gli imperi lo serviranno e obbediranno». 28 Qui finisce la relazione. Io, Daniele, rimasi molto turbato nei pensieri, il colore del mio volto si cambiò e conservai tutto questo nel cuore.

Daniele 7, 1-28

27 Daniele, davanti al re, rispose: «Il mistero di cui il re chiede la spiegazione non può essere spiegato né da saggi, né da astrologi, né da maghi, né da indovini; 28ma c’è un Dio nel cielo che svela i misteri ed egli ha rivelato al re Nabucodònosor quel che avverrà al finire dei giorni. Ecco dunque qual era il tuo sogno e le visioni che sono passate per la tua mente, mentre dormivi nel tuo letto. 29 O re, i pensieri che ti sono venuti mentre eri a letto riguardano il futuro; colui che svela i misteri ha voluto svelarti ciò che dovrà avvenire. 30 Se a me è stato svelato questo mistero, non è perché io possieda una sapienza superiore a tutti i viventi, ma perché ne sia data la spiegazione al re e tu possa conoscere i pensieri del tuo cuore. 31 Tu stavi osservando, o re, ed ecco una statua, una statua enorme, di straordinario splendore, si ergeva davanti a te con terribile aspetto. 32 Aveva la testa d’oro puro, il petto e le braccia d’argento, il ventre e le cosce di bronzo, 33 le gambe di ferro e i piedi in parte di ferro e in parte di creta. 34 Mentre stavi guardando, una pietra si staccò dal monte, ma non per mano di uomo, e andò a battere contro i piedi della statua, che erano di ferro e di argilla, e li frantumò. 35 Allora si frantumarono anche il ferro, l’argilla, il bronzo, l’argento e l’oro e divennero come la pula sulle aie d’estate; il vento li portò via senza lasciar traccia, mentre la pietra, che aveva colpito la statua, divenne una grande montagna che riempì tutta quella regione. 36 Questo è il sogno: ora ne daremo la spiegazione al re. 37 Tu o re, sei il re dei re; a te il Dio del cielo ha concesso il regno, la potenza, la forza e la gloria. 38 A te ha concesso il dominio sui figli dell’uomo, sugli animali selvatici, sugli uccelli del cielo; tu li domini tutti: tu sei la testa d’oro. 39 Dopo di te sorgerà un altro regno, inferiore al tuo; poi un terzo regno, quello di bronzo, che dominerà su tutta la terra. 40 Vi sarà poi un quarto regno, duro come il ferro. Come il ferro spezza e frantuma tutto, così quel regno spezzerà e frantumerà tutto. 41 Come hai visto, i piedi e le dita erano in parte di argilla da vasaio e in parte di ferro: ciò significa che il regno sarà diviso, ma avrà la durezza del ferro unito all’argilla. 42 Se le dita dei piedi erano in parte di ferro e in parte di argilla, ciò significa che una parte del regno sarà forte e l’altra fragile. 43 Il fatto d’aver visto il ferro mescolato all’argilla significa che le due parti si uniranno per via di matrimoni, ma non potranno diventare una cosa sola, come il ferro non si amalgama con l’argilla. 44 Al tempo di questi re, il Dio del cielo farà sorgere un regno che non sarà mai distrutto e non sarà trasmesso ad altro popolo: stritolerà e annienterà tutti gli altri regni, mentre esso durerà per sempre. 45 Questo significa quella pietra che tu hai visto staccarsi dal monte, non per mano di uomo, e che ha stritolato il ferro, il bronzo, l’argilla, l’argento e l’oro. Il Dio grande ha rivelato al re quello che avverrà da questo tempo in poi. Il sogno è vero e degna di fede ne è la spiegazione»

Daniele 2, 27-45

La prima e la seconda bestia di Daniele – il leone e l’orso

Innanzitutto come è evidente e confermato da quasi tutti i critici di questi brani c’è un ovvio parallelismo tra le quattro bestie del primo brano e i quatto metalli di cui è composta la statua che ha avuto in sogno il re babilonese Nabucodònosor.

Ogni bestia/metallo corrisponde ad un regno ed a un re, potremmo quindi domandarci quale sia il filo conduttore che lega tutti i regni descritti nella profezia. Dopo tutto la storia del mondo è sempre stata piena di imperi e ci deve essere necessariamente un filo conduttore che lega tra di loro tutti i regni citati nella profezia.

La risposta che mi sono dato è che sono tutti regni che hanno occupato Gerusalemme e in modo particolare hanno dominato sul popolo ebraico. Tenete bene in mente questo assunto iniziale perché è fondamentale per poi capire tutta la profezia.  A conferma di ciò leggiamo un brano del profeta Zaccaria:

2,1 Poi alzai gli occhi ed ecco, vidi quattro corna. 2 Domandai all’angelo che parlava con me: «Che cosa sono queste?». Ed egli: «Sono le corna che hanno disperso Giuda, Israele e Gerusalemme». 3 Poi il Signore mi fece vedere quattro operai. 4 Domandai: «Che cosa vengono a fare costoro?». Mi rispose: «Le corna hanno disperso Giuda a tal segno che nessuno osa più alzare la testa e costoro vengono a demolire e abbattere le corna delle nazioni che cozzano contro il paese di Giuda per disperderlo».

Zaccaria, 2, 1-4

Le quattro corna di Zaccaria sono l’equivalente delle quattro bestie di Daniele e come dice il profeta “Sono le corna che hanno disperso Giuda, Israele e Gerusalemme”.

Cominciamo ad attribuire regni e re alle quattro bestie. La prima bestia simile ad un leone, che corrisponde alla testa d’oro della statua, è certamente il regno babilonese e il re corrispondente è Nabucodònosor II; questo ci viene chiaramente rivelato dal profeta Daniele quando interpreta il sogno per il re. A ulteriore conferma il leone è simbolo della monarchia babilonese. Il regno babilonese conquisto Gerusalemme e deportò a forza il popolo ebraico a Babilonia (prima diaspora ebraica). Le ali tolte e il cuore umano rappresentano forse l’umiliazione di Nabucodònosor folle, che rinsavito diventò più umano, oppure le umiliazioni subite da babilonia dai persiani.

La seconda bestia descritta come un orso è con estrema probabilità l’impero medo-persiano, questo gigantesco impero abbatté Babilonia, i medi e conquistò Gerusalemme. Il re Ciro II permise agli ebrei di ritornare a Gerusalemme e di ricostruire il tempio distrutto dai babilonesi. Il re della profezia potrebbe essere lo stesso Ciro II o forse Serse I che venne sconfitto da greci (ai fini del significato della profezia l’esatta attribuzione dei singoli re non è moto rilevante). L’impero medo persiano corrisponde al petto e alle braccia di argento della statua.

La terza bestia di Daniele – il leopardo (pantera)

Qui la mia interpretazione comincia ad essere divergente rispetto a quelle tradizionali. Questa bestia è diversa dalle altre dato che è costituita da quattro teste. Le teste nel linguaggio biblico rappresentano i regni/re. Nella interpretazione comune la terza bestia è il regno di Alessandro Magno (il popolo greco) e le quattro teste sono i quattro regni i cui si è frammentato il regno di Alessandro dopo la sua morte. A mio avviso questa interpretazione è solo parzialmente giusta e per capire a pieno questo brano è necessario leggere un brano dell’Apocalisse:

13,1 Vidi salire dal mare una bestia che aveva dieci corna e sette teste, sulle corna dieci diademi e su ciascuna testa un titolo blasfemo. 2 La bestia che io vidi era simile a una pantera, con le zampe come quelle di un orso e la bocca come quella di un leone. Il drago le diede la sua forza, il suo trono e la sua potestà grande. 3 Una delle sue teste sembrò colpita a morte, ma la sua piaga mortale fu guarita. Apocalisse 13, 1-3

La bestia descritta nell’apocalisse è un insieme di un leone (prima bestia di Daniele), un orso (seconda Bestia), una pantera (nella profezia di Daniele il Leopardo ma in molte Bibbie delle CEI un po’ vecchiotte la bestia viene tradotta come pantera). Inoltre la bestia ha dieci corna (come la quarta bestia di Daniele) e ha sette teste. Proviamo a contare tutte le teste delle bestie di Daniele. Una proveniente dal leone, una dall’orso, quattro dal leopardo e una dalla quarta bestia, per un totale di sette teste.

Tutto questo per dire che la bestia descritta nell’apocalisse non è nient’altro che l’insieme delle quattro bestie di Daniele e che la profezia della bestia con sette teste e dieci corna è il completamento della profezia di Daniele. Adesso leggiamola profezia:

17,1 Allora uno dei sette angeli che hanno le sette coppe mi si avvicinò e parlò con me: «Vieni, ti farò vedere la condanna della grande prostituta che siede presso le grandi acque. 2 Con lei si sono prostituiti i re della terra e gli abitanti della terra si sono inebriati del vino della sua prostituzione». 3 L’angelo mi trasportò in spirito nel deserto. Là vidi una donna seduta sopra una bestia scarlatta, coperta di nomi blasfemi, con sette teste e dieci corna. 4 La donna era ammantata di porpora e di scarlatto, adorna d’oro, di pietre preziose e di perle, teneva in mano una coppa d’oro, colma degli abomini e delle immondezze della sua prostituzione. 5 Sulla fronte aveva scritto un nome misterioso: «Babilonia la grande, la madre delle prostitute e degli abomini della terra». 6 E vidi che quella donna era ebbra del sangue dei santi e del sangue dei martiri di Gesù. Al vederla, fui preso da grande stupore. 7 Ma l’angelo mi disse: «Perché ti meravigli? Io ti spiegherò il mistero della donna e della bestia che la porta, con sette teste e dieci corna. 8 La bestia che hai visto era ma non è più, salirà dall’Abisso, ma per andare in perdizione. E gli abitanti della terra, il cui nome non è scritto nel libro della vita fin dalla fondazione del mondo, stupiranno al vedere che la bestia era e non è più, ma riapparirà. 9 Qui ci vuole una mente che abbia saggezza. Le sette teste sono i sette colli sui quali è seduta la donna; e sono anche sette re. 10 I primi cinque sono caduti, ne resta uno ancora in vita, l’altro non è ancora venuto e quando sarà venuto, dovrà rimanere per poco. 11 Quanto alla bestia che era e non è più, è ad un tempo l’ottavo re e uno dei sette, ma va in perdizione. 12 Le dieci corna che hai viste sono dieci re, i quali non hanno ancora ricevuto un regno, ma riceveranno potere regale, per un’ora soltanto insieme con la bestia. 13 Questi hanno un unico intento: consegnare la loro forza e il loro potere alla bestia. 14 Essi combatteranno contro l’Agnello, ma l’Agnello li vincerà, perché è il Signore dei signori e il Re dei re e quelli con lui sono i chiamati, gli eletti e i fedeli». 15 Poi l’angelo mi disse: «Le acque che hai viste, presso le quali siede la prostituta, simboleggiano popoli, moltitudini, genti e lingue. 16 Le dieci corna che hai viste e la bestia odieranno la prostituta, la spoglieranno e la lasceranno nuda, ne mangeranno le carni e la bruceranno col fuoco. 17 Dio infatti ha messo loro in cuore di realizzare il suo disegno e di accordarsi per affidare il loro regno alla bestia, finché si realizzino le parole di Dio. 18 La donna che hai vista simboleggia la città grande, che regna su tutti i re della terra».

Apocalise 17, 1-18

Il libro dell’apocalisse è stato scritto dall’apostolo Giovanni sotto il domino romano della Palestina. Di conseguenza quando la profezia dice che le prime sette teste sono sette re o regni di cui cinque già caduti, uno è, e l’altro dovrà venire, la naturale conseguenza è che la sesta testa deve essere per forza l’impero Romano.

Torniamo al nostro leopardo di Daniele, la sesta testa delle bestia dell’apocalisse corrisponde alla quarta testa del leopardo se si fanno i conti (una testa per il leone, una testa per l’orso, e quattro teste per il leopardo). A mio avviso la terza bestia è quindi da interpretare come l’insieme dei regni di cultura ellenistica che hanno dominato su Gerusalemme e sugli ebrei.

Infatti dei quattro regni in cui li regno di Alessandro Magno si è spezzato, solo due hanno effettivamente avuto qualcosa a che fare con il popolo ebraico, il regno tolomaico (tenne Gerusalemme fino al 198 ac) e il regno seleucide. Adesso faccia un piccolo riepilogo per capirci meglio:

  • La terza bestia rappresenta tutti i regni di cultura ellenistica che hanno dominato sugli ebrei e su Gerusalemme.
  • La prima testa è Alessandro magno
  • La seconda testa è regno tolemaico e il re corrispondente è Tolomeo I (Egitto ellenistico)
  • La terza testa è il regno seleucide, il re è sicuramente Antioco IV Il libro di Daniele e primo e il secondo libro dei maccabei, descrivono ampiamente la sua storia. Personaggio molto importante perché profanò il tempio ed eresse l’abominio della desolazione in luogo santo.
  • La quarta testa è l’impero Romano. I romani erano di cultura ellenistica, infatti avevano gli stessi Dei dei greci e molte affinità in tantissimi campi come l’architettura, la scultura, la filosofia etc. Inoltre Roma occupò tutti territori che erano stati prima del regno tolemaico e del regno seleucide.
  • Il re corrispondente per l’impero romano potrebbe essere Domiziano che si proclamò dominus et deus (signore e Dio) o potrebbe essere Tito che compì la distruzione di Gerusalemme.
  • Nella statua la terza bestia  è il ventre e le cosce di bronzo. Interessante la frase legata alla terza bestia ” e le fu dato il dominio (dominerà su tutta la terra nella profezia della statua)”. Nessuno può certo negare l’influenza della cultura greco romana sul mondo, anche oggi nei tempi moderni!!

Un ulteriore approfondimento sull’impero Romano e sulla distruzione di Gerusalemme è necessario; non solo Tito distrusse Gerusalemme, ma compì un vero e proprio genocidio della popolazione ebraica (adesso lo chiameremmo pulizia etnica). Dopo la sua campagna in Giudea, gli ebrei si dispersero nel mondo (grande diaspora) e a tutti gli effetti la Palestina e Gerusalemme successivamente ricostruita, cessarono di essere ebraiche.

La quarta bestia di Daniele – la bestia con i denti di ferro e dieci corna.

Generalmente questa bestia viene interpretata come l’impero Romano, ma a mio avviso è una interpretazione certamente sbagliata. La profezia dell’apocalisse che abbiamo letto precedentemente, dice chiaramente che la settima ed ultima testa non è ancora venuta e quando arriverà durerà poco. Ricordo ancora che l’apocalisse è scritta durante l’impero romano e l’impero romano è la sesta testa non la settima.

9 Qui ci vuole una mente che abbia saggezza. Le sette teste sono i sette colli sui quali è seduta la donna; e sono anche sette re. 10 I primi cinque sono caduti, ne resta uno ancora in vita, l’altro non è ancora venuto e quando sarà venuto, dovrà rimanere per poco.

Apocalisse 17, 9-10

Questo errore comune nell’interpretazione è probabilmente da attribuire alla statua di Nabucodònosor, ri-leggiamo il brano per ricordarcelo:

40 Vi sarà poi un quarto regno, duro come il ferro. Come il ferro spezza e frantuma tutto, così quel regno spezzerà e frantumerà tutto. 41 Come hai visto, i piedi e le dita erano in parte di argilla da vasaio e in parte di ferro: ciò significa che il regno sarà diviso, ma avrà la durezza del ferro unito all’argilla. 42 Se le dita dei piedi erano in parte di ferro e in parte di argilla, ciò significa che una parte del regno sarà forte e l’altra fragile. 43 Il fatto d’aver visto il ferro mescolato all’argilla significa che le due parti si uniranno per via di matrimoni, ma non potranno diventare una cosa sola, come il ferro non si amalgama con l’argilla. 44 Al tempo di questi re, il Dio del cielo farà sorgere un regno che non sarà mai distrutto e non sarà trasmesso ad altro popolo: stritolerà e annienterà tutti gli altri regni, mentre esso durerà per sempre. 45 Questo significa quella pietra che tu hai visto staccarsi dal monte, non per mano di uomo, e che ha stritolato il ferro, il bronzo, l’argilla, l’argento e l’oro.

Daniele 2, 40-45

Leggendo questo brano tutti hanno pensato all’impero romano d’occidente (più debole e che cadde per primo) e l’impero romano d’oriente (più forte che cadde 1000 anni dopo). Ma ripeto che l’interpretazione è sbagliata, perché entrambi i regni caddero per mano umana (furono conquistati tramite guerre). Inoltre la quarta bestia, dice Daniele, “era diversa da tutte le altre bestie precedenti”, e l’impero Romano e la sua politica non ha grosse peculiarità per distinguerlo dal regno di Alessandro Magno, dai Persiani o dai Babilonesi.

Quindi che regno è la quarta bestia? Ed è già venuto? Secondo me si. Ricordiamo la caratteristica che hanno tutti le bestie di Daniele che ho dichiarato all’inizio, devono aver conquistato Gerusalemme e soprattutto aver dominato sul popolo ebraico. Dopo la grande diaspora e la distruzione di Gerusalemme, gli ebrei lasciarono la Palestina e si dispersero nel mondo. Di conseguenza tutti i vari imperi che si sono succeduti nel governare la Palestina li dobbiamo ignorare, perché governarono su Gerusalemme ricostruita ma non sul popolo ebraico che era ormai completamente assente in quelle zone.

Gli ebrei tornarono massicciamente a Gerusalemme e in Palestina solo con l’avvento del Sionismo, quel movimento culturale che portò milioni di ebrei a tornare nella loro terra natia tra la fine del 1800 e metà del 1900. In quel periodo Gerusalemme tornò a maggioranza ebraica e divenne a tutti gli effetti una città ebraica. In quel periodo la Palestina e la Giordania erano sotto il domino dell’impero Britannico, ed ecco la nostra quarta bestia. Proviamo ad elencare le prove che suffragano la mia teoria:

  • L’impero Britannico è stato il più grande impero mai esistito sulla faccia della terra, nel 1921 governava su 458 milioni di persone pari a circa 1/5 di tutta la popolazione terrestre!!!
  • L’impero britannico governò su una Gerusalemme ormai tornata ad esser ebraica, proprio in quel periodo si cominciò a parlare di uno stato per gli ebrei e uno per gli arabi presso la società delle nazioni (vecchia ONU).
  • L’impero britannico in parte era di ferro e in parte di argilla. Il ferro rappresenta la Gran Bretagna, la nazione che ha inventato la rivoluzione industriale e che permise la cosiddetta guerra su scala industriale (in questo caso il ferro gli si addice bene). E invece l’argilla sono le colonie sfruttate dagli inglesi che nella maggior parte dei casi si trovavano in una condizione di sottosviluppo o addirittura primitiva.
  • L’impero Britannico si disintegrò in modo molto particolare. La Gran Bretagna non fu sconfitta militarmente, anzi nella seconda guerra mondiale fu una dei grandi vincitori insieme ad USA e Russia. Ma nonostante non fosse stata mai sconfitta era pressoché in bancarotta e il suo impero non resse. In pochissimo tempo il regno che aveva governato su 1/5 della popolazione del globo si disgregò, per rimanere sola una piccola isola dalla grande cultura e storia ma poco d’altro. In un certo senso non fu distrutta per mano d’uomo (cioè attraverso la guerra), come invece successe per le altre bestie che abbiamo visto.
  • Il sistema politico è certamente diverso rispetto a tutti regni che abbiamo visto precedentemente (Babilonia, Alesando Magno, Romani etc ) perché l’impero britannico era una DEMOCRAZIA o meglio una monarchia costituzionale. Daniele dice “era diversa da tutte le altre bestie precedenti” ed effettivamente Il sistema democratico, comune oggi in Europa, è una assoluta novità nella storia umana e soprattutto rispetto alle monarchie/dittature che abbiamo visto nei regni/bestie precedenti.
  • Nella profezia dell’apocalisse sta scritto “quando arriverà dovrà rimanere per poco”, effettivamente da quando il governo britannico nel 1920 prese il controllo della Palestina, l’impero britannico durò relativamente poco. Già dopo la seconda guerra mondiale perse il controllo della Palestina e di altre colonie fino a disgregarsi completamente. Dal momento che prese il controllo di Gerusalemme durò 30-40 anni, rispetto agli imperi Romano o Babilonese che durarono millenni durò effettivamente molto poco. Possiamo interpretare “durerà poco” riferito al “re” e non al regno (infatti la profezia parla sempre di re, che comunque è sempre associato ad un regno), in questo caso la frase risulta ancora più veritiera. Dal 1920 al 1948 ci sono stati otto primi ministri britannici che anno governato tutti una manciata di anni, a chiunque di questi “re” si riferisca la profezia bibblica ha certamente governato per un brevissimo periodo.
  • Inoltre sta scritto: “La quarta bestia significa che ci sarà sulla terra un quarto regno diverso da tutti gli altri e divorerà tutta la terra, la stritolerà e la calpesterà”. Divorerà tutta la terra è un termine che si addice bene all’impero britannico, cioè all’impero della rivoluzione industriale, le risorse in termini di carbone, minerali, legno etc che divorava la macchina industriale britannica erano enormemente superiori rispetto a qualsiasi cosa mai avvenuta sulla faccia della terra.

Le dieci corna della quarta bestia e l’anticristo

Come abbiamo letto nel libro di Daniele la quarta bestia ha dieci corna che sono dieci regni che sorgeranno da essa. Tenendo valida la mia interpretazione della quarta bestia, cioè l’impero britannico, le dieci corna saranno dieci regni che nasceranno dalla dissoluzione dell’impero, con estrema probabilità saranno 10 ex colonie britanniche.

Da qui in poi viene il difficile, dato che a mio avviso, gli avvenimenti descritti non sono ancora avvenuti.

Delle dieci corna tre cadranno per fare posto ad un corno più grande, cioè ad un regno più grande e potente che le comprenda tutte e tre. Da questo regno nascerà un re, sarà un re diverso rispetto agli altri, perché seconda la mia interpretazione, sarà lui l’anticristo. Tengo a precisare che l’anticristo non è semplicemente un re o una persona particolarmente malvagia, questa è una condizione necessaria ma non sufficiente. Per essere l’anticristo deve negare in modo esplicito la regalità di Cristo, detto in altre parole, deve negare che Gesù sia il figlio di Dio. Infatti sta scritto:

8 Stavo osservando queste corna, quand’ecco spuntare in mezzo a quelle un altro corno più piccolo, davanti al quale tre delle prime corna furono divelte: vidi che quel corno aveva occhi simili a quelli di un uomo e una bocca che parlava con alterigia.

Daniele 7, 8-9

24 Le dieci corna significano che dieci re sorgeranno da quel regno e dopo di loro ne seguirà un altro, diverso dai precedenti: abbatterà tre re 25 e proferirà insulti contro l’Altissimo e distruggerà i santi dell’Altissimo; penserà di mutare i tempi e la legge; i santi gli saranno dati in mano per un tempo, più tempi e la metà di un tempo.

Daniele 7, 24-25

L’ottava testa, “la bestia che era e non è più, ma riapparirà”

Ri-leggiamo questo brano della profezia dell’apocalisse:

11 Quanto alla bestia che era e non è più, è ad un tempo l’ottavo re e uno dei sette, ma va in perdizione.

Apocalisse 17, 11-12

Effettivamente c’è un’altra bestia, ma non è una vera novità, perché non è nient’altro che il grande corno nato dalla caduta di tre corni dalla quarta bestia. Infatti fa parte dei sette, dato che le dieci corna sono dieci stati nati dalla quarta bestia ( impero britannico ), ma sarà anche un nuovo regno, quindi l’ottavo re, la bestia che era, non è più, ma riapparirà.

Molto più complesso è interpretare la frase “era, e non è più, ma riapparirà”. Come ho già scritto il libro dell’apocalisse, da dove ho preso questa frase, è stato scritto durante l’impero Romano. Quindi l’ottavo regno/re, la bestia conclusiva, non esisteva già più al tempo dei romani, ma è esistito in un periodo precedente la scrittura dell’apocalisse e ritornerà.

L’unica cosa che si può dire, che questa bestia, come le quattro bestie che l’anno preceduta, dovrà conquistare Gerusalemme e dominare sul popolo ebraico, in più rispetto alle bestie precedenti, il re di questa nazione sarà, secondo me, l’anticristo. Dato che dovrà conquistare Israele e Gerusalemme questa nuova nazione, che ripeto secondo me non esiste ancora, dovrà nascere in medio oriente da ex colonie britanniche.

Ma non c’è da allarmarsi, tutto questo non succederà finche la GRANDE BABILONIA non sarà caduta!! Leggiamo il prossimo paragrafo.

Babilonia la grande, la madre delle prostitute e degli abomini della terra

Leggiamo questo brano relativo alla grande Babilonia. E’ un po’ lunghetto ma è di fondamentale importanza per capire la profezia.

18,1 Dopo ciò, vidi un altro angelo discendere dal cielo con grande potere e la terra fu illuminata dal suo splendore. 2 Gridò a gran voce: «È caduta, è caduta Babilonia la grande ed è diventata covo di demòni, carcere di ogni spirito immondo, carcere d’ogni uccello impuro e aborrito e carcere di ogni bestia immonda e aborrita. 3 Perché tutte le nazioni hanno bevuto del vino della sua sfrenata prostituzione, i re della terra si sono prostituiti con essa e i mercanti della terra si sono arricchiti del suo lusso sfrenato». 4 Poi udii un’altra voce dal cielo: «Uscite, popolo mio, da Babilonia per non associarvi ai suoi peccati e non ricevere parte dei suoi flagelli. 5 Perché i suoi peccati si sono accumulati fino al cielo e Dio si è ricordato delle sue iniquità. 6 Pagatela con la sua stessa moneta, retribuitele il doppio dei suoi misfatti. Versatele doppia misura nella coppa con cui mesceva. 7 Tutto ciò che ha speso per la sua gloria e il suo lusso, restituiteglielo in tanto tormento e afflizione. Poiché diceva in cuor suo: Io seggo regina, vedova non sono e lutto non vedrò; 8 per questo, in un solo giorno, verranno su di lei questi flagelli: morte, lutto e fame; sarà bruciata dal fuoco, poiché potente Signore è Dio che l’ha condannata». 9 I re della terra che si sono prostituiti e han vissuto nel fasto con essa piangeranno e si lamenteranno a causa di lei, quando vedranno il fumo del suo incendio, 10 tenendosi a distanza per paura dei suoi tormenti e diranno: «Guai, guai, immensa città, Babilonia, possente città; in un’ora sola è giunta la tua condanna!». 11 Anche i mercanti della terra piangono e gemono su di lei, perché nessuno compera più le loro merci: 12 carichi d’oro, d’argento e di pietre preziose, di perle, di lino, di porpora, di seta e di scarlatto; legni profumati di ogni specie, oggetti d’avorio, di legno, di bronzo, di ferro, di marmo; 13 cinnamòmo, amòmo, profumi, unguento, incenso, vino, olio, fior di farina, frumento, bestiame, greggi, cavalli, cocchi, schiavi e vite umane. 14 «I frutti che ti piacevano tanto, tutto quel lusso e quello splendore sono perduti per te, mai più potranno trovarli». 15 I mercanti divenuti ricchi per essa, si terranno a distanza per timore dei suoi tormenti; piangendo e gemendo, diranno: 16 «Guai, guai, immensa città, tutta ammantata di bisso, di porpora e di scarlatto, adorna d’oro, di pietre preziose e di perle! 17 In un’ora sola è andata dispersa sì grande ricchezza!». Tutti i comandanti di navi e l’intera ciurma, i naviganti e quanti commerciano per mare se ne stanno a distanza, 18 e gridano guardando il fumo del suo incendio: «Quale città fu mai somigliante all’immensa città?». 19 Gettandosi sul capo la polvere gridano, piangono e gemono: «Guai, guai, immensa città, del cui lusso arricchirono quanti avevano navi sul mare! In un’ora sola fu ridotta a un deserto! 20 Esulta, o cielo, su di essa, e voi, santi, apostoli, profeti, perché condannando Babilonia Dio vi ha reso giustizia!». 21 Un angelo possente prese allora una pietra grande come una mola, e la gettò nel mare esclamando: «Con la stessa violenza sarà precipitata Babilonia, la grande città e più non riapparirà. 22 La voce degli arpisti e dei musici, dei flautisti e dei suonatori di tromba, non si udrà più in te; ed ogni artigiano di qualsiasi mestiere non si troverà più in te; e la voce della mola non si udrà più in te; 23 e la luce della lampada non brillerà più in te; e voce di sposo e di sposa non si udrà più in te. Perché i tuoi mercanti erano i grandi della terra; perché tutte le nazioni dalle tue malìe furon sedotte. 24 In essa fu trovato il sangue dei profeti e dei santi e di tutti coloro che furono uccisi sulla terra».

Apocalisse 18, 1-24

Rileggete anche questo brano se non ve lo ricordate:

3 L’angelo mi trasportò in spirito nel deserto. Là vidi una donna seduta sopra una bestia scarlatta, coperta di nomi blasfemi, con sette teste e dieci corna. 4 La donna era ammantata di porpora e di scarlatto, adorna d’oro, di pietre preziose e di perle, teneva in mano una coppa d’oro, colma degli abomini e delle immondezze della sua prostituzione. 5 Sulla fronte aveva scritto un nome misterioso: «Babilonia la grande, la madre delle prostitute e degli abomini della terra». 6 E vidi che quella donna era ebbra del sangue dei santi e del sangue dei martiri di Gesù. Al vederla, fui preso da grande stupore. 7 Ma l’angelo mi disse: «Perché ti meravigli? Io ti spiegherò il mistero della donna e della bestia che la porta, con sette teste e dieci corna. 8 La bestia che hai visto era ma non è più, salirà dall’Abisso, ma per andare in perdizione. E gli abitanti della terra, il cui nome non è scritto nel libro della vita fin dalla fondazione del mondo, stupiranno al vedere che la bestia era e non è più, ma riapparirà. 9 Qui ci vuole una mente che abbia saggezza. Le sette teste sono i sette colli sui quali è seduta la donna; e sono anche sette re.

Apocalisse 17, 3-9

Come è assolutamente evidente dal brano biblico, la grande Babilonia è una città/nazione di una ricchezza sconfinata, una ricchezza mai vista sulla faccia della terra e i suoi mercanti i più potenti del mondo. Ancora una volta troviamo nelle profezie sulla fine del mondo, il denaro, i commercianti disonesti, il lusso sfrenato etc. Ho già scritto numerose volte su questi argomenti che vengono ripresi in continuazione nelle profezie sulla fine (provate a leggere di Amos, o l’articolo su seicentosesantasei il Dio denaro, o l’articolo sulla chiesa di Laodicea). E’ evidente che Babilonia la grande è quindi una sorta di impero commerciale avido e corrotto. Se proviamo a riflettere sull’epoca moderna, e sulla ricchezza che abbiamo raggiunto in occidente a seguito della rivoluzione industriale, e facciamo un paragone con i nostri padri, nonni e bisnonni, ci rendiamo conto che l’occidente ha raggiunto una ricchezza e un benessere che mai si era visto in tutta la storia umana. Questa non è una esagerazione, la ricchezza costruita negli ultimi 50 anni in occidente non ha paragoni nella storia umana e questo è un fatto storico non un opinione.

Quindi chi è la grande Babilonia?? La risposta è che possiamo essere solo noi occidentali, non so dirvi se Europa o Stati uniti d’America, o entrambi, ma in ogni caso nell’apocalisse si sta parlando di NOI.

Inoltre nel secondo brano dell’Apocalisse che vi ho proposto sta scritto che la Donna (la grande Babilonia) sta seduta su sette teste della bestia e queste teste rappresentano sette colli su cui è adagiata la meretrice. Istantaneamente ci verrebbe da dire che la grande Babilonia è Roma, la città per antonomasia dai sette colli. Questo potrebbe essere certamente una interpretazione, Roma è sicuramente una città corrotta e potrebbe tornare ad essere impero commerciale mondiale, ma lo ritengo inverosimile. Inoltre questa frase probabilmente ha indotto a confusione molti dei primi cristiani (al tempo dei romani) che pensavo in una fine imminente del mondo, quindi dobbiamo essere cauti nella sua interpretazione.

I sette colli su cui è seduta la grande Babilonia dovrebbero essere interpretati in modo diverso. I sette colli sono, a mio avviso (ma ho ancora dei dubbi in merito), le fondamenta su cui è basato il potere della grande prostituta. Infatti la Donna è letteralmente seduta e sorretta da queste teste che rappresentano i sette colli. Quindi i sette colli sono a sua volta sette regni nati dalla disgregazione dell’impero romano (da qui il riferimento ai sette colli) che sorreggono e contribuiscono al potere della grande Babilonia. In poche parole sono quei re che tanto si scandalizzeranno quando vedranno la distruzione provenire dalla grande città.

La caduta della grande Babilonia, il segno che darà inizio a tutti gli eventi che porteranno alla fine del mondo

La caduta della grande Babilonia non avverrà a causa della “bestia che era, non è, e tornerà”, questa bestia interverrà insieme alla corna rimanenti della quarta bestia solo successivamente, quando Babilonia sarà stata messa in ginocchio da Dio o dalla sia avidità. Infatti la fine della grande Babilonia sarà improvvisa, da un giorno all’altro, non sarà un lunga decadenza o una caduta per guerra:

21 Un angelo possente prese allora una pietra grande come una mola, e la gettò nel mare esclamando: «Con la stessa violenza sarà precipitata Babilonia, la grande città e più non riapparirà.

Poiché diceva in cuor suo: Io seggo regina, vedova non sono e lutto non vedrò;  per questo, in un solo giorno, verranno su di lei questi flagelli: morte, lutto e fame; sarà bruciata dal fuoco, poiché potente Signore è Dio che l’ha condannata».

Capitolo 18 apocalisse

Una caduta così repentina può essere causata solo da due tipologie di eventi: una crisi finanziaria o una catastrofe naturale. Di crisi finanziarie ne abbiamo già visto degli assaggi e abbiamo già visto di come è possibile bruciare una quantità spropositata di ricchezza nell’arco di pochi giorni. Questa sarebbe anche una giusta punizione per l’avidità della grande città.

L’atra possibilità è un vero proprio intervento divino attraverso una catastrofe naturale come una cometa, un meteorite, una eruzione vulcanica, un terremoto etc etc

Quando tutto questo avverrà, allora tutto l’impero commerciale della grande Babilonia si sgretolerà, sarà allora che nascerà dalle dieci corna della quarta bestia, “la Bestia che era, non è e tornerà”, da dove verrà l’anticristo.

16 Le dieci corna che hai viste e la bestia odieranno la prostituta, la spoglieranno e la lasceranno nuda, ne mangeranno le carni e la bruceranno col fuoco. 17 Dio infatti ha messo loro in cuore di realizzare il suo disegno e di accordarsi per affidare il loro regno alla bestia, finché si realizzino le parole di Dio. 18 La donna che hai vista simboleggia la città grande, che regna su tutti i re della terra».

Apocalisse, 17, 16-18

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5 pensieri su “Le quattro Bestie di Daniele e la grande Babilonia

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  4. QUI CI SONO 4 POSIZIONI DA METTERE A FUOCO
    Impero Vaticano_Usa / impero Ebreo Usa / scontro Vaticano Ebreo Usa / Russia atomica
    7 colli da impero Romano a impero Vaticano / VICARIUS FILII DEI 666 nome numeri romani =
    Potere finanziario vero occulto / Caduta sistema mondiale / anticristo politico religioso unico /
    grande tribolazione / purificazione della terra con il fuoco / regno messianico secondo scrittura
    ( a grandi linee )

  5. Vi riporto l’interpretazione di Ap 17 tratto dai sermoni di Sant’Antonio che potrebbe essere utile per capire: “Tutti i giusti sono chiamati dalla grazia di Dio al pianto della contrizione e al lamento della confessione; a radersi il capo, cioè alla rinuncia delle cose temporali, a vestirsi di sacco, cioè all’asprezza della penitenza. Invece gli amatori del mondo vivono nei piaceri del mondo, nell’allegria del peccato, ubriachi di gola e di lussuria. E questa è la Babilonia alla quale si riferiscono le parole dell’Apocalisse: “Vidi una donna – dice Giovanni – seduta sopra una bestia scarlatta…..” La donna (in lat. mulier da mollities, effeminatezza) raffigura quegli effeminati che uniformano la loro vita a quella di Eva, dalla quale ha avuto inizio il peccato. Di questa donna dice Salomone: «La prostituta è come lo sterco sulla strada» (Eccli 9,10). Lo sterco deriva il suo nome dal fatto che viene sparso (lat. sterno, spargo) sui campi. Nella prostituta sono raffigurati tutti i mondani, che vengono calpestati dai demoni come lo sterco dai passanti. Di questa meretrice il Signore si lamenta con le parole di Geremia: «Da tempo hai infranto il mio giogo, hai spezzato i miei legami e hai detto: Non ti servirò! Infatti sopra ogni colle elevato e sotto ogni albero frondoso ti sei prostituita» (Ger 2,20).
    I figli di questo secolo, generazione depravata, adultera e perversa; i figli spuri, compagni dei ladri, cioè dei demoni, hanno spezzato il giogo dell’obbedienza, hanno infranto i legami dei comandamenti di Dio e hanno detto: Non serviremo! Infatti dice Giobbe: «Chi è l’Onnipotente, perché dobbiamo servirgli? E che giovamento ne avremo se lo adoreremo?» (Gb 21,15). Sopra ogni colle elevato della superbia e sotto ogni albero frondoso della lussuria – giacché la lussuria cerca i luoghi frondosi e oscuri – come una meretrice si prosternano davanti al diavolo! Giustamente quindi dice Giovanni: «Vidi una donna seduta sopra una bestia scarlatta». La bestia, quasi vastia, devastatrice, è il diavolo che devasta le potenze dell’anima: il diavolo è sanguinario verso se stesso e verso i suoi. Su di lui siedono i mondani; essendo il loro fondamento, essi a lui si appoggiano. Ma chi si appoggia al diavolo, che precipita dal cielo, con lui necessariamente precipiterà. Dice Giobbe: «Precipiterà sotto gli occhi di tutti» (Gb 40,28): tanto lui quanto i reprobi, dei quali lui è il capo.
    «Ricoperta di nomi blasfemi». Il diavolo, come dice l’Apocalisse, ha tre nomi: in ebraico «Abdo», in greco «Apollyon», in latino «Exterminans». Abdo significa schiavo. Apollyon ha lo stesso significato di Exterminans, cioè sterminio, distruzione (cf. Ap 9,11). Il termine greco Apollyon può significare anche dannoso (apothéis pòlin, che scaccia dalla città) e infernale. Questi sono i nomi blasfemi, con i quali il diavolo e i suoi seguaci bestemmiano Dio. Sono infatti schiavi del peccato, dannosi e infernali sterminatori, che mettono cioè se stessi e gli altri extra terminum, fuori dei confini della vita eterna.
    «[La bestia] ha sette teste e dieci corna». Le sette teste sono i sette vizi di cui parla il profeta: «Vidi nella città l’ingiustizia e la discordia. Giorno e notte si aggirano sulle sue mura l’iniquità, e in mezzo ad essa affanno e ingiustizia; e dalle sue piazze mai si allontanano l’usura e la frode» (Sal 54,10-12). Città del sangue, tutta piena di menzogna, nella quale il Signore non entra; vi è riunita una moltitudine di carnali e in essa c’è l’ingiustizia contro Dio, ricordata qui due volte, perché in due modi si pecca contro Dio: eseguendo l’opera cattiva e omettendo l’opera buona. La discordia si riferisce al prelato, l’affanno e l’ingiustizia a te stesso, l’usura e la frode al prossimo.
    Delle dieci corna parla l’apostolo: «Sono ricolmi di ogni iniquità, malizia, fornicazione, avarizia, perversità, invidia, omicidi, contese, inganno, malignità» (Rm 1,29). Oppure, le sette teste e le dieci corna sono quelle di cui parla la Sapienza: «Tutto è in grande confusione: sangue e omicidio, furto e inganno, corruzione e infedeltà, disordine e spergiuro, confusione tra i buoni, dimenticanza di Dio, corruzione delle anime, perversione sessuale, infedeltà matrimoniali, dissolutezze, concubinaggio e impudicizia, culto di idoli abominevoli» (Sap 14,25-27).7. «E la donna era ammantata di porpora e di scarlatto…». Nella porpora è indicata la brama delle dignità; nello scarlatto, che è color sangue, la crudeltà della mente; nell’oro la sapienza mondana; nelle pietre preziose e nelle perle l’abbondanza delle ricchezze. Di tutte queste cose si ammanta e si orna la donna meretrice, cioè la grande Babilonia, la sinagoga di Satana, la turba dei carnali.
    «E tiene in mano una coppa d’oro». La coppa, o calice d’oro, in mano a Babilonia è la gloria del mondo, dorata di fuori, ma dentro ricolma di ogni lordura e abominio. Dice infatti Salomone: «Fallace è la grazia e vana è la bellezza» (Pro 31,30). Con questo calice si ubriacano i re di questo mondo, i prelati della chiesa, le religiose e i religiosi. Perciò dice Giovanni: «Con essa hanno fornicato i re della terra, e quelli che l’abitano si sono ubriacati del vino della sua prostituzione» (Ap 17,2).
    Di questa ubriachezza dice Isaia: «Il Signore ha mandato in mezzo all’Egitto uno spirito di vertigine, e lo ha fatto andare errando in ogni sua impresa, come va barcollando l’ubriaco che vomita» (Is 19,14). Il vortice, in senso proprio, si forma quando si alza il vento e fa girare vorticosamente la polvere; invece la vertigine è un disturbo della testa. In mezzo all’Egitto, cioè tra i mondani, il Signore ha mandato, ha permesso cioè che andasse, lo spirito della vertigine, cioè la passione e la cupidigia, sotto il cui impeto quei miseri sono presi dal vortice, quasi come da un vento, e così vanno errando come l’ubriaco, per il quale nessuna via è abbastanza larga. E come l’ubriaco mentre viene trascinato o percosso non sente nulla, così anche i mondani diventano insensibili. Per questo dicono: «Mi bastonarono e non sentii dolore, mi trascinarono ma non me ne accorsi» (Pro 23,35), perché il disgraziato peccatore non sente dolore quando è bastonato dai demoni, e quando dagli stessi è trascinato di peccato in peccato, non se ne rende conto…….. Continua quindi Giovanni nell’Apocalisse: «Un angelo potente sollevò una pietra, quasi una grande mola, e la gettò nel mare gridando: Con la stessa violenza sarà precipitata Babilonia, la grande città, e mai più sarà ritrovata» (Ap 18,21). L’angelo potente è Cristo che sbaraglia le potestà dell’aria. «Sollevò una pietra», perché solleva i cattivi e coloro che hanno il cuore indurito, per punirli più gravemente; «quasi una grande mola», perché sono travolti dalle cose mondane, o anche perché schiacciano gli altri; «e la lanciò nel mare», cioè nell’amarezza dell’inferno, affinché nella misura in cui Babilonia si insuperbì e si abbandonò ai piaceri, nella stessa misura sia sprofondata nei tormenti (cf. Ap 18,7).”

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